“A volte penso di non amare più [un certo ragazzo], che quell’amore sia morto, ma ogni notte; alle prime luci dell’alba, piccole creature voraci mi succhiano il cuore. Se [lui] avesse avuto [tante donne] sarebbe più facile dimenticarl[o], invece si ostina ad essere [l’uomo] ideale, il mio amore perfetto. Dato che non c’è verso di contaminare il suo ricordo, il suo ricordo contamina me. Questo è l’assioma: quando si è in due, c’è sempre uno che impesta l’altro.”
E. M. Reyes

Sento che è diffuso questo sentimento di frustrazione e malessere nei ragazzi, anche in quelli grandi abbastanza per riuscire a dare una svolta alla propria vita, ma l’apatia divora come una bestia in cerca di cibo.

Penso spesso che le cose potrebbero andare diversamente se solo avessi uno spirito diverso, ma è come se il tempo, l’umore, la testa e il cuore non camminassero all’unisono.
Tutto non ha senso, e se lo dovesse avere, io trovo un motivo per non trovare il senso.
Quel “certo ragazzo”, riadattato da Reyes, mi divora gran parte dei miei pensieri. Contrariamente a quello che chiunque pensa, il certo ragazzo io non l’ho mai avuto, se non come amico. Adesso non so se nonostante tutto ancora siamo qualcosa. Un tempo avrei detto che mi bastava la sua amicizia, la sua felicità, ma è tutta una burla! Vorrei che lui capisse che gli avrei offerto solo il meglio, non avrei mentito, sarei stata piacevole e amabile.

Ma se mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata una carrozza.

Ed intanto il gelo e l’apatia mi sta uccidendo lentamente…

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